A risvegliare il fanciullino

“È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi […] ma lagrime ancora e tripudi suoi”.

E’ con questo spirito che entro al BCBF2017. Seguendo questa vocina di pascoliana memoria che mi riporta all’essenza di quel che ho scelto di essere, più che di fare.

Questa fiera è una vetrina, è un business per tanti. Ma di fatto è un paese delle meraviglie dove immaginario e sensibilità alimentano la scintilla creatrice che è dentro ognuno di noi e che ci rende attivamente partecipi  di una creazione infinita, dove noi scegliamo come e quanto contribuire.

E questo principio mi pare sposi bene il tema proposto in questa nuova edizione “The natural habitat for children’s content”. Quindi un luogo dove il “fanciullino” che è in noi possa abitare stupito e contento! E devo dire che girandomi in torno vedo tutti molto propensi ad immergersi a pieno in questo mood! Grazie anche all’allestimento che “sostiene” la comunicazione del tema scelto.IMG_20170405_141039252_HDR

Dalle immagini usate per la grafica (animali immaginifici che richiamano alla Chimera fatta da tante parti di animali diversi) alle amache illustrate, dove sedersi è un’impresa visto che sono talmente confortevoli che le persone non solo si siedono ma iniziano davvero ad “abitarci”… via le scarpe, sdraiati, libro, cuffie per la musica … mi sa che chiudere la sera non è facile 😉
E così bevo la bottiglietta di Alice, divento piccina picciò e mappa alla mano rincorro il Bianconiglio … “è tardi, è tardi, è tardi !!!”

 

Subito incontro volti amici, i miei librai di fiducia, a cui chiedo dritte sugli stand da non perdere!

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La prima cosa che mi segnalano è questo libro “La bambina dei libri” di Sam Winston e Oliver Jeffers

“E’ il tuo libro! Lo devi avere!”  … Avevano ragione! Bellissima sincrasia fra immagini e parole dove vince il potere delle storie. Un albo illustrato per tutti coloro che amano la letteratura … Non mi ricordo chi ha detto “La letteratura mi interessa se mi fa incontrare la vita”

Ecco io penso che questo libro esprima proprio questo concetto.

Non per caso è il vincitore della sezione Fiction di questa edizione della Fiera di Bologna.

 

 

Altra segnalazione è una mini-collana edita da Lo Stampatello nata da un progetto sul bullismo per i piccolissimi con il contributo del Comune di Milano

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“PICCOLO UOVO è…, una collana di cartonati per piccolissimi, scritti da Francesca Pardi e illustrati da Altan, tesa a promuovere, a scuola e in famiglia, benessere psicologico e relazionale, l’unica vera ricetta per la prevenzione al bullismo e alla violenza di genere. In libreria i primi quattro di dieci racconti su dieci animali che rappresentano diversi aspetti della personalità.”

Piccoli libri che hanno però già scatenato grandi polemiche perché alcuni assessori si sono opposti a distribuirli negli asili “censurandoli” come materiale che “promuove la cultura gender”. Polemiche purtroppo non nuove nella sezione “letteratura per l’infanzia” che qualcuno vuol vedere come oggetto di un nuovo Fahrenheit 451 e che comunque debba essere popolata solo di bravi bambini e bambine animati, senza problemi, se non quello di togliere il ciuccio o il vasino. 100 anni indietro a passo svelto. Che qualcuno fermi questo delirio dell’ottavo nano “Ottusangolo” 🙂

Altra piccola casa editrice che mi ha colpito è FULMINO, nata da pochi anni come costola di una associazione di promozione alla lettura. E infatti si vede! Perchè tutti i libri che sfoglio si prestano a laboratori e animazioni. Vi segnalo in particolare questi tre :

La palla / scatola / bottone    di Sara e Pietro

autore: Laura Fischetto – illustrazioni: Letizia Galli

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Mi affaccio allo stand della SINNOS in cerca di novità ad “alta leggibilità” visto il numero sempre crescente di piccoli utenti che ne hanno bisogno. La bella novità che scopro è che questo formato sarà presto esteso a tutti i libri editi da Sinnos! Mi sembra davvero una scelta che illuminata! E’ bello non sentirsi “quello speciale” e condividere con i compagni le stesse letture!

Inoltre hanno proprio studiato delle font “leggimi” che si possono richiedere ed usare per i propri elaborati. Questa casa editrice è sempre un passo avanti quando si parla di valorizzare le diversità.

E parlando di case editrici sensibili ma anche audaci non posso non fare un salto alla festa per i 30 anni di CARTHUSIA! Un parterre de roi di illustratori, autori, bibliotecari e librai che lascia così stupefatti da questo paese delle meraviglie che davvero si rende necessaria la vocina…  “Chiudi la bocca, Alice!”. Tra tutti vi segnalo una perla di poesia di cui ho assistito alla presentazione NON INSEGNATE AI BAMBINI  un sogno a 8 mani sull’omonima canzone di GIORGIO GABER
I quattro sognatori sono GIANNI DE CONNO, ALESSANDRO FERRARO, ARIANNA PAPINI, ANTONELLO SILVERINI.

Da avere assolutamente e da sfogliare spesso per riconnetterci con l’essenziale!

Per fortuna che l’orologio del Bianconiglio mi ricorda che sta per iniziare la premiazione dello Strega Ragazzi! Via di corsa!!! Ma la ressa è già fitta e la sala a disposizione veramente troppo piccola per ospitare tutti i curiosi. Rimango un po’ in fondo a scambiare due chiacchiere con Matteo Biagi e alcuni dei suoi ragazzi del blog Qualcuno con cui correre, fa quasi strano vedere dei ragazzi qua dentro! Un universo dedicato a loro e che parla di loro senza che loro, i ragPremio_Stregaazzi, vi abbiano accesso! Finalmente invece eccoli qui! Invitati speciali per intervistare gli autori! Ne sono molto felice! Spero diventi un mondo sempre più “loro”, dove possano avere una voce forte su i loro gusti, su cosa vorrebbero leggere domani…

Non mi dilungo sul Premio Strega, anche gli altri colleghi ne hanno parlato e sicuramente avrete letto e sentito altri. Vi riporto solo qualche impressione raccolta dopo, IMG_20170405_163542656_HDRdurante l’intervista agli autori vincitori, David Cirici e Luigi Garlando. Tutti e due i libri hanno richiami storici precisi, il cane Muschio ci racconta attraverso i suoi sensi la seconda guerra mondiale, mentre nel romanzo di Garlando la storia attuale, dell’Italia nella crisi economica, si intreccia all’avventura rivoluzionaria del combattente argentino “Il Che”. Evidentemente questo mix avventura e storia piace ai ragazzi e probabilmente anche agli adulti che lo trovano un ottimo “stratagemma” per proporre contenuti di qualità. Cirici ribadisce più volte che quello che voleva dire è nel libro e adesso la parola ce l’ha il lettore! E così legge alcuni messaggi che gli sono arrivati dai giovani lettori che davvero stupiscono per la sensibilità, l’attenzione ai particolari… Abbiamo tanto da imparare, altro che polemiche sui ragazzi che non leggono!

 

E infine qualche cartolina dal paese delle meraviglie, che è sempre difficile da raccontare … come diceva Voltaire “Nel giardino paradisiaco non si pensa, si sta … si è!”

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A caccia di libri e autori

La Fiera di Bologna è sempre un evento cult per curiosi e amanti della letteratura per l’ infanzia e ragazzi, soprattutto per chi, come me, lavora in una Biblioteca per Ragazzi e cerca novità o spera di incontrare finalmente il proprio autore e illustratore preferito.

Eccomi, come da rituale, alla ricerca di conferenze in cui sono presenti gli autori e illustratori, per avere un confronto diretto con chi i libri li scrive e li illustra davvero.
Presso l’ Illustrators Café ho preso parte ad un incontro interessante La regola e il gioco, a cui hanno partecipato tre autori-illustratori internazionali Daniela Olejinkova, Isidro Ferrer, con cui feci un corso d’illustrazione anni fa a Bilbao e che stimo molto e Adrien Perlange, moderati da Ilaria Tontardini dell’Associazione Culturale Hamelin, sulla mostra, dall’omonimo titolo, allestita in Sala Borsa e inaugurata il 3 Aprile alle 19.30 .
Si tratta di un progetto espositivo e interattivo a misura di bambino che indaga le diverse forme di lettura dell’albo illustrato, per cui era possibile manipolare e toccare direttamente libri e ambienti creati ad hoc per scoprire il lavoro di artisti precursori: Warja Lavater e Bruno Munari e contemporanei : Marion Bataille, Adrien Parlange, Matthias Picard, Isidro Ferrer, ecc. fino alle app.
L’incontro della mattina è stato un dialogo tra gli autori sull’albo illustrato e le interazioni fra oggetto libro, narrazione e lettura.
Siccome l’albo illustrato è uno spazio in cui ci sono delle regole, l’autore deve tenerne conto e combinare forma, numero di pagine, dimensioni dell’oggetto con cui dialoga, così come il digitale ha posto altre regole.

Come si costruiscono/progettano i libri?
Come si legge tra le righe del disegno?
Adrien, per esempio ha risposto che la grafica forte, i colori definiti, essenziali sottolineano l’importanza di ogni singola pagina su cui ogni lettore si concentra e interpreta la storia.
Qual è il rapporto col digitale?
Isidro dialoga con la realtà del libro, creando contemporanee narrazioni ibride e digitali.
Lui stesso ha creato un libro che interagisce con mezzi digitali attraverso le app.
Ci sono delle regole nell’ uso del digitale nell’ illustrazione?
Secondo Adrien quando entra il digitale in un libro, esso non è più un libro, ma diventa un video-game o cartone animato.
Il libro dovrebbe coltivare le proprie forze. Il libro è come un calciatore che basa la sua abilità sulle gambe per vincere più che nelle braccia, quindi ogni linguaggio ha le proprie potenzialità. Il libro per lui è inteso più in maniera tradizionale e gli piace il procedimento digitale perchè gli permette di controllare stampa, colore ecc., ma le fasi classiche di creazione di un libro sono più interessanti.
Per Isidro le due esperienze si mescolano, possono coesistere, infatti l’esperienza digitale si introduce nella cornice/spazio fisico del libro e viceversa.
Un autore, quando progetta un libro, pensa all’esperienza fisica del lettore, a cosa proverà nel toccarlo e leggerlo?
Per tutti è molto importante, per Adrien è la lettura la prima forma di manipolazione che produce emozioni.
Per Daniela il libro è fatto di tante cose: tipo di carta, formato ecc.., importanti per il tatto
Anche per Isidro leggere è un atto fisico, è il focus principale che mette insieme tutti.
Si sono aperti, dunque, altri fronti possibili e nuove possibilità. Carta e digitale, sono convinti gli organizzatori de ‘La regola e il gioco’, non vanno vissuti tanto in opposizione quanto in combinazione.
Ad un certo punto vedo comparire in abito rosa, elegante ed estroso al contempo, sempre presso l’ Illustrators Café , l’autore americano Oliver Jeffers, da me molto amato.
Il suo ultimo libro, scritto in collaborazione con Sam Winston è La bambina dei libri, vincitore del premio della sezione “Fiction”, A Child of Book uscito per Walker Books e appena pubblicato in italiano da Lapis.
Il libro è un’immersione nella storia della letteratura per l’infanzia e per crearlo hanno attinto dalle loro passioni letterarie, alle storie lette o ascoltate da piccoli e non solo, da tutto, incontrandosi e decidendo di coabitare per 15 giorni in una località fuori dalla città, in America.
Per loro “l’Universo è fatto di storie, non di atomi”
Hanno parlato di cosa vuol dire raccontare storie, del fatto che l’ immaginazione è più potente della conoscenza “immagination is king”, della principale fonte d’ispirazione per Jeffers, ovvero Sendak, per la semplicità dei personaggi.
In quest’ultimo lavoro Jeffers pare abbia disperso un po’ la sua verve comica e agrodolce, che lo rende unico e inimitabile, per dare spazio, forse, alle nostalgie letterarie del lettore adulto.
Finito l’incontro, ho iniziato la caccia ad autori e illustratori come fossero vere rockstar.

Camminando tra gli stand internazionali della fiera mi sono imbattuta in due incontri interessanti con due importanti autori e illustratori: da Praga “la Signora dell’illustrazione”, Kvĕta Pacovská, brillante erede delle avanguardie storiche del Novecento e donna di grande dolcezza, humor e curiosità, tali da renderla unica e sui generis, alla veneranda età di ottantanove anni  e Komagata, autore e illustratore giapponese è un attento cultore e conoscitore della materia che compone il libro. La carta per lui è un importantissimo elemento con cui realizza il libro e la storia. La grazia e la “semplicità” dei sui lavori lo rendono un notevole artista. Anche per lui l’insegnamento di Munari e i suoi libri tattili sono stati di fondamentale importanza

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Con entrambi ho dialogato sul libro come oggetto.
Per Kveta i libri illustrati per ragazzi, bimbi e adulti (per lei non c’è differenza, esclusività o limite anagrafico) sono intesi come oggetti d’arte e di design, tridimensionali, bucati, trasparenti, tattili, coloratissimi.
I suoi libri sono stati tradotti dal danese al cinese.
Kveta vede il libro come una scultura e una scultura per lei può essere di 5 cm o 5 metri. Così il libro assume forme varie, accoglie colori e textures diverse.
I colori sono strumenti di dialogo con le forme, le parole e i formati del libro.
Kveta ama tutti i colori, primari e complementari, ognuno dei quali esprime un preciso sentimento e il bianco e il nero sono colori importanti perchè sono la summa di tutti, mentre la forma dell’ oggetto-libro è un tema a lei caro, come per Komagata e Munari
Spstandomi tra i padiglioni traboccanti della fiera sono andata a curiosare tra le pagine di vecchi libri pop up esposti in una bella mostra ad essi dedicata, che ha sottolineato l’importanza e originalità di precursori internazionali del libro pop up attivi nei primi del 900, tra cui il grande Kubasta.
A concludere, un ‘incursione tra i lavori dei giovani illustratori in mostra a sottolineare, ancora una volta, la crescente e notevole produzione di svariati illustratori interazionali e un meritato riposo sulle originali sedute ha stemperato la fatica e alimentato immaginazione e voglia di continuare a leggere.

Bologna Children’s Book Fair 2017 “IMPRESSIONI BOLOGNESI”

A cura di Francesco Gabrieli

Se, come me, vi avventurate per la prima volta alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, armatevi di molta pazienza e non sorprendetevi se tornate a casa un po’ frastornati e dubbiosi di aver carpito gli elementi essenziali dell’editoria per bambini e ragazzi. Dopo tutto, non potete pretendere di tuffarvi nell’oceano e andarvene incolumi se per mesi avete tranquillamente sguazzato nella calma del vostro stagno. Qualche sorsata d’acqua salata vi tocca.

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Appena arrivato, l’impatto del mio tuffo mi appare chiaro: fiumi di persone che vanno e vengono formano capannelli in un flusso continuo, in balia della corrente, delle idee più brillanti e delle proposte più cristalline. Ogni tanto tocco e riprendo fiato, grazie a illustrazioni familiari e pubblicazioni che riconosco, perché sono le stesse che delimitano le calme acque della biblioteca. Ma che senso ha tuffarmi nell’oceano e restare a riva? Benché mi sia già reso conto da un paio di ore di essere un pessimo nuotatore, mi ributto nel flusso verso l’autors café per ascoltare la «Conversazione sull’impatto che la migrazione e gli esponenti hanno sul mercato dei libri per bambini dell’Europa meridionale». Il cambiamento più significativo di questo filone riguarda in particolare lo status di richiedente asilo e le storie che sono diventate più realistiche e più spesso frutto di interviste e confessioni vere, piuttosto che rassicuranti favole inventate ad hoc per spiegare il fenomeno immigrazione ai bambini. Esistono libri per incoraggiare i bambini che hanno affrontato questo viaggio a confrontarsi con i nuovi compagni di scuola.

Vorrei aggiungere che la conversazione mi ha lasciato con una curiosità irrisolta: l’editoria per bambini e ragazzi, che nel caso dei richiedenti asilo è molto fruita anche dagli adulti, sta cercando di rispondere al problema del confronto con l’italiano? Cioè una lingua, che a differenza di inglese e francese, non è una “lingua ponte”?

Riprendo a vagare e mi soffermo nel padiglione 29, che ospita i paesi del mondo. Fra tutte le proposte mi colpisce la serie di libri «Petite Enfance» immaginata da Martine Bourre per la casa editrice Didier Jeunesse, un occhiolino sul gioco e la capacità di imitazione dei bambini in «Gros Lion», «Petite fourmi» e «Petit Ouistiti» e anche «Le masque» di Stephane Servant e Ylia Green. Inizio a collezionare cataloghi e cartoline, sperando di trovare uno spunto o una soluzione al mio dilemma, che purtroppo rimane irrisolto.IMG-20170428-WA0013

 

Sono venuto a Bologna pieno di illusioni e pregiudizi e me ne vado con lo zaino pieno di cataloghi e cartoline. Mi metto a sfogliarli e una fra tutte mi colpisce per la sua consistenza. Non sembra carta a cui sono abituato: è più pesante, quasi umida e odora di inchiostro. È ricca colori e ghirigori dorati. Ci sono scritte in lingue diverse, forse hindi o hurdu, e ne riconosco una in inglese: «We believe in pushing the boundaries of the physical book in an age writing its obituary», sorrido e concordo in pieno: libro vuol dire opera d’arte. La fiera stessa conferma la verità di queste parole, con le sue esposizioni e gli workshop a cui partecipare. Un libro è un oggetto concreto, che si costruisce e che deve essere toccato, guardato, magari annusato e con calma anche capito. Leggo il nome della casa editrice Tara Books, la stessa del libro che ho appena comprato, per il quale vale la pena spendere qualche parola. Si intitola Hic! Di Anushka Ravishankar e Christiane Pieper, è un manuale di rimedi per far passare il singhiozzo. È assurdo e ilare, come la pagina in cui la piccola protagonista, dopo i mille tentativi per calmare il suo singhiozzo, vede tramutarsi i suoi incessanti «Hic» in un sonoro ruttone: «Burp»!

Il libro, come la cartolina che pubblicizza la casa editrice, è fatto di carta di riso, dipinto con inchiostro organico a base di soia, tramite la tecnica della serigrafia, mista all’uso della fotocopiatrice. Le sue pagine sono rilegate a mano. Riguardo la cartolina, il mio appiglio sicuro in questo mare di libri, la capovolgo e mi accorgo che quel ghirigoro astratto, in realtà, non è altro che la rappresentazione delle onde del mare.

Francesco Gabrieli

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Bologna Children’s Book Fair 2017 “PERCHE’ QUESTO E’ IL NOSTRO MONDO, UN MONDO FATTO DI STORIE…”

Entro, prendo la cartina, faccio un programma mentale, ma alla fine mi lascio trascinare e mi perdo a curiosare ovunque… 

Bologna Children’s Book Fair è un contenitore di colori, persone, storie e talenti che si incontrano. 

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Immancabile la vista del coloratissimo muro dei “desideri” sul quale poter lasciare traccia del proprio passaggio, soprattutto per gli illustratori, e poi la novità di quest’anno le originali amache decorate con illustrazioni, dove rilassarsi o sfogliare qualche libro.

Proseguo tra i padiglioni…

Il primo libro sfogliato, anche se già lo conoscevo è: La bambina dei libri di Oliver Jeffers (Lapis Edizioni) vincitore del Bologna Ragazzi Award for Fiction 2017. Celebra l’amore per la letteratura e si rivolge a tutti coloro che sono stati bambini dei libri perché tutto è possibile quando si hanno le chiavi della fantasia.


Sfoglio titoli nuovi, Sbadigli di Marco Viale (Il Castoro) mi incuriosisce per una bocca gigante spalancata: grandi e colorate illustrazioni per accompagnare i bambini, pagina dopo pagina, a fare la nanna.

Che campione! di Guido Sgardoli (Edizioni EL): 18 biografie di campioni dello sport mondiale per scoprire aspetti curiosi e poco conosciuti delle loro vite.

La collana Le mini fiabe di Attilio Cassinelli (Lapis Edizioni): i disegni caratterizzati dalla semplice geometria dei suoi personaggi, dal tratto nero e dai colori vivaci, sono accompagnati dal testo in stampatello maiuscolo per raccontare ai più piccoli i classici della letteratura per l’infanzia.


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Rimango affascinata dalla mostra Pop-up Show: la magia dentro i libri, un viaggio attraverso le pagine per osservare l’evoluzione di queste affascinanti sculture di carta dai primi testi pubblicati nel 1800  fino ai libri realizzati negli anni ’70; e scoprire, inoltre, che il termine pop-up è stato utilizzato per la prima volta nel 1932, data di pubblicazione di Pinocchio “with pop-up illustrations”.

Osservo i progetti selezionati del Silent Book Contest 2017: La prima volta di ogni cosa di Alessandro Ferraro (Italia), A night music di Anna Griot (Francia;), Il principe azzurro e la principessa fuxia di R.Francaviglia & M.Sgarlata (Italia); City di Federico Penco (Italia); A day alone di Anat Warshavsky (Israele); On my way home di V.Soshkina & P.Doroshenko/Wooden Flag Studio (Ucraina). Il vincitore, premiato nel mese di agosto, vedrà pubblicato il suo lavoro dalla casa editrice Carthusia.


All’Illustrators Café l’evento principale della giornata: la cerimonia di proclamazione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, condotta dalla giornalista Loredana Lipperini.

La presentazione dei 10 titoli finalisti e la successiva premiazione, Muschio di David Cirici (Il Castoro) nella categoria +6 e L’estate che conobbi il Che di Luigi Garlando (Rizzoli) nella categoria +11.

IMG_20170405_124940-minPer la serie non solo libri, ho partecipato a una dimostrazione del gioco da tavolo Parolandia dell’azienda CreativaMente e Super Goal!, ideale per gli appassionati di calcio: azioni appassionanti tra attacco e difesa a tiro di dado!

Torno con una bella busta piena di cataloghi, spille, libri e idee per la biblioteca… 

Costanza Ravoni

Bologna Children’s Book Fair 2017 “Le novità più dolci di una crema catalana e i libri più belli di un paradiso baleare”

Alla mia Children Book Fair di Bologna 2017, ospiti d’onore Catalogna e Isole Baleari, ho visto allo stand de Il Castoro un piccolo libro per la prima infanzia di Gilles Bachelet semplice, ripetitivo ma bellissimo Raccontami una storia, mentre Muschio di David Cirici «per la capacità di raccontare la guerra ai bambini» ha vinto il Premio Strega Ragazzi +6.

Due i premi a Lapis: La bambina dei libri di Oliver Jeffers ha vinto il Bologna Ragazzi Award e Gek Tessaro con il suo Dimodoché il Premio Malerba per l’albo illustrato, mentre per il design dai colori squillanti mi è piaciuto Hector Dexet con Ecco un giardino… e In viaggio!

Da Minibombo due novità tutte da giocare, anche on-line Gatto Grande Gatto Piccolo dove Silvia Borando ci presenta due nuovi protagonisti felini dopo il successo di Gatto Nero Gatta Bianca e Chi c’è sotto il cappello? di Elena Galloni, una matrioska continua di animali nascosti sotto il cappello l’uno dell’altro, idea ripresa dall’inizio indimenticabile del Piccolo principe di Saint-Exupéry.

Il bellissimo Anatomia dell’Ippocampo scritto da un medico e dalla figlia Helene Druvert è forse troppo delicato, tanto che l’unico esposto era già mancante di alcune parti.

Da Lo Stampatello erano presenti due belle collane La dichiarazione dei diritti… di Elisabeth Brami e Estelle Billon-Spagnol per l’abbattimento degli stereotipi e Piccolo uovo è… per parlare di bullismo già in tenera età con l’aiuto di Altan.

Di rovesciamento dei cliché tratta anche la fantastica serie Sottosopra di Giralangolo, era presente una nuova uscita Sono una ragazza di Yasmeen Ismail: fumettistica e immediata storia di un ragazzo che si sente ragazza e non si stanca di affermalo a voce alta.

Per Kalandraka splendido Lungo il cammino di Mariana Ruiz Johnson una poesia di parole e immagini per la fascia d’età dei “Nati per leggere”.

L’estate che conobbi il Che di Luigi Garlando per Rizzoli ha vinto il Premio Strega +11: come nel precedente Per questo mi chiamo Giovanni il protagonista viene a conoscenza della biografia di un personaggio storico attraverso la narrazione di un famigliare, in questo caso il nonno, fino a modificarne la percezione della vita che lo circonda.

Magica, infine, la mostra sulla storia dei Pop-Up dove si parla di Robert Sabuda come forse il più grande maestro del genere consiglio a chi non lo ha a catalogo di prendere uno dei rifacimenti dei classici, come ad esempio La Bella e la Bestia. Libro pop-up.

Gabriele Ferroni