L’arte di crescere, in una libreria di New York

di Benedetta Manoelli

Deborah Meyler, Lo strano caso dell’apprendista libraia, 2014

Esme, questo è il nome della giovane apprendista libraia… Ma in realtà Esme con il suo lavoretto part-time a La Civetta, piccola libreria di libri usati, apprende non tanto l’arte di vendere, quanto l’arte di crescere, di amare la vita e la cultura, di superare le difficoltà e le diversità. E lo fa non solo attraverso la poesia e la musica suonata dal suo collega (poi forse innamorato?), ma anche attraverso gli strampalati, sfortunati, e appassionati personaggi che si affacciano in negozio. Sono collezionisti, senzatetto ed eccentrici abitanti del quartiere.

Esme, giovane dottoranda inglese, entra in punta di piedi e con un po’ di incertezza nella vita della libreria che si presenta come una sorta di microcosmo armonioso ed avvolgente, in lotta contro i mega store della metropoli.

Immancabile la storia d’amore con un affascinante professore di economia, della quale non vogliamo però svelare l’epilogo.

L’intreccio di vite, storie e gusti letterari si realizza nella caleidoscopica New York. Esme, un po’ per caso, si ritrova ad assaporare i mille colori di questa città, il suo fermento culturale, la sua ricchezza umana, fatta anche di povertà e solitudine, lasciandosi conquistare e  riuscendo alla fine a sentirsi a casa.

Una lettura gradevole, certo non impegnata, ma che contiene un suggerimento prezioso, quello di investire nelle relazioni umane, anche se questo presuppone un margine di rischio…

Voto: ♥♥♥

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