Bologna Children’s Book Fair 2017 “Le novità più dolci di una crema catalana e i libri più belli di un paradiso baleare”

Alla mia Children Book Fair di Bologna 2017, ospiti d’onore Catalogna e Isole Baleari, ho visto allo stand de Il Castoro un piccolo libro per la prima infanzia di Gilles Bachelet semplice, ripetitivo ma bellissimo Raccontami una storia, mentre Muschio di David Cirici «per la capacità di raccontare la guerra ai bambini» ha vinto il Premio Strega Ragazzi +6.

Due i premi a Lapis: La bambina dei libri di Oliver Jeffers ha vinto il Bologna Ragazzi Award e Gek Tessaro con il suo Dimodoché il Premio Malerba per l’albo illustrato, mentre per il design dai colori squillanti mi è piaciuto Hector Dexet con Ecco un giardino… e In viaggio!

Da Minibombo due novità tutte da giocare, anche on-line Gatto Grande Gatto Piccolo dove Silvia Borando ci presenta due nuovi protagonisti felini dopo il successo di Gatto Nero Gatta Bianca e Chi c’è sotto il cappello? di Elena Galloni, una matrioska continua di animali nascosti sotto il cappello l’uno dell’altro, idea ripresa dall’inizio indimenticabile del Piccolo principe di Saint-Exupéry.

Il bellissimo Anatomia dell’Ippocampo scritto da un medico e dalla figlia Helene Druvert è forse troppo delicato, tanto che l’unico esposto era già mancante di alcune parti.

Da Lo Stampatello erano presenti due belle collane La dichiarazione dei diritti… di Elisabeth Brami e Estelle Billon-Spagnol per l’abbattimento degli stereotipi e Piccolo uovo è… per parlare di bullismo già in tenera età con l’aiuto di Altan.

Di rovesciamento dei cliché tratta anche la fantastica serie Sottosopra di Giralangolo, era presente una nuova uscita Sono una ragazza di Yasmeen Ismail: fumettistica e immediata storia di un ragazzo che si sente ragazza e non si stanca di affermalo a voce alta.

Per Kalandraka splendido Lungo il cammino di Mariana Ruiz Johnson una poesia di parole e immagini per la fascia d’età dei “Nati per leggere”.

L’estate che conobbi il Che di Luigi Garlando per Rizzoli ha vinto il Premio Strega +11: come nel precedente Per questo mi chiamo Giovanni il protagonista viene a conoscenza della biografia di un personaggio storico attraverso la narrazione di un famigliare, in questo caso il nonno, fino a modificarne la percezione della vita che lo circonda.

Magica, infine, la mostra sulla storia dei Pop-Up dove si parla di Robert Sabuda come forse il più grande maestro del genere consiglio a chi non lo ha a catalogo di prendere uno dei rifacimenti dei classici, come ad esempio La Bella e la Bestia. Libro pop-up.

Gabriele Ferroni