L’indagine di sé attraverso l’altro… per leggere a settembre come in vacanza!

Immersa nella meravigliosa lettura di Elena Ferrante, L’amica geniale e Storia del nuovo cognome, non posso fare a meno di consigliarla vivamente, perché è tale il livello emotivo, lo scavo nei sentimenti e l’analisi dei comportamenti che davvero rimpiango la sera di dover spegnere la luce per dormire!

copertina_928Questa narrazione memorabile parla della vita, semplicemente. Lo fa attraverso il rapporto fra Lenù e Lila, prima bambine nella Napoli degli anni 50, poi adolescenti dal destino opposto, ma sempre unite da un rapporto competitivo e profondissimo, non privo di meschinità e invidia. L’una e l’altra si confrontano come allo specchio, sia che si tratti di rapporti di amore e amicizia, che di studio o di lavoro. Un affetto e un’intesa emotiva e intellettuale che va oltre la semplice amicizia giovanile, un rapporto indispensabile ad ambedue per poter crescere, costruire la propria personalità, confrontarsi anche duramente per poter conoscere se stesse.

Semplicemente splendido e commovente soprattutto per chi, da adolescente, si è fatto mille domande, ha affrontato mille insicurezze e sofferenze… prima di sbocciare.

Voto: ♥♥♥♥♥ (e lode!)


Le altre letture della mia estate hanno in comune con la quadrilogia della Ferrante il tema dell’indagine di sé attraverso lo specchio dell’altro, e un livello emotivo così forte da rendere difficile interromperne la lettura.

Ne ho selezionate due, una di una giovane scrittrice francese esordiente, ma dalla penna scioltissima, e un’altra di un ottimo narratore italiano, Alessandro Perissinotto, classe 1964, capace di combinare un pezzo di storia recente italiana con aspetti interiori profondi e personali, un esempio di letteratura e psicanalisi.

 

cover225x225Delphine De Vigan, Gli effetti secondari dei sogni, Premio dei librai parigini del 2008

E’ un racconto lieve nella forma e sostanzioso per i sentimenti che animano le pagine. Le protagoniste sono due ragazze molto giovani, alle prese con la loro solitudine in due contesti diversi. Una, tredicenne, non si riconosce nei compagni di scuola e nel mondo dei ragazzi della sua età, l’altra ha deciso di vivere per la strada ed ha problemi con l’alcol. L’ incontro di queste due anime offre loro la speranza che la solitudine dolorosa della crescita, che è poi una solitudine esistenziale, possa trovare una soluzione, dei momenti di gioia, e la possibilità e la  forza di diventare adulte. Peccato che solo in un caso il risultato sia felice…

Delicato, lieve nella lingua, da consigliare ad adulti e a giovani donne in crescita.

Voto: ♥♥

 

Cover_Perissinotto_Le-colpe-dei-padri_Piemme-186x300Alessandro Perissinotto, Le colpe dei padri, 2011

Manager, imprenditore e uomo di successo, il protagonista un giorno si trova casualmente ad affrontare la presenza di un suo doppio che gli assomiglia così tanto da sembrare un sosia. Attraverso le due figure  specchio, l’autore, partendo dalla dimensione spazio-temporale della Torino degli anni Duemila ripercorre all’indietro un pezzo di storia italiana degli anni 60-70; e ci proietta nella città simbolo della rinascita industriale e della crescita economica, negli anni di piombo, nelle violenze delle Brigate Rosse.

Il manager e l’uomo arrivano a mettersi in discussione fino al punto di frantumare la propria immagine. Fare i conti con il passato sarà inevitabile, le colpe dei padri riemergono anche improvvise, da lontano.

Un romanzo impegnato, ma scorrevole, intrigante e affascinante. Un libro che piacerà a chi ama gli intrecci fra letteratura e psicanalisi e a chi ha memoria degli anni Settanta e della storia recente italiana.

Voto: ♥♥♥


cover160x240Marie Kondo, Il magico potere del riordino, 2015

Segnalo anche un libretto di saggistica, molto curioso, originalissimo. L’autrice è una consulente di “arte del riordino” che in Giappone gode di grande successo. L’aspetto più interessante di questo libro è la convinzione che gli oggetti abbiano una loro vita e che le scelte che noi facciamo sono dettate dalle emozioni. Quindi ogni oggetto ha un senso e uno scopo e come tale si anima! Tesi affascinante, confermata dal fatto che quando decidiamo di gettare le nostre cose, spesso ci sentiamo impediti, qualcosa ci blocca.

Ma vivere nel disordine materiale ci confonde e non ci rende felici. Dobbiamo aver il coraggio di buttare via quello che non ci serve e non ci emoziona più e la nostra vita si potrà magicamente illuminare e diventare leggera!

Fantastico!

Voto: ♥♥♥

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