Ma icche l’è la Fiera di Bologna 2018? Tendenze e particolari del mercato editoriale per l’infanzia.

Se si toglie la vigilanza dello staff di Bologna Fiere, i muri degli illustratori che si auto-pubblicizzano (quest’anno erano quattro, posizionati vicino all’entrata e catturavano decisamente l’attenzione più delle super-accreditate e visivamente scomode, perchè posizionate in basso, tavole della mostra illustratori), la fantasia degli eterogenei stands nazionali e non, che colpiscono prima per la loro variopinta o minimal composizione e poi per la quantità e qualità dei materiali posti sugli espositori, restano le persone.
Tante persone, perlopiù donne: esperte del settore e grandi nomi della letteratura dell’infanzia, giovani new entry e insegnanti in formazione a V, a squadriglia, a carciofino Saclà.
Un microcosmo in espansione che spintona, suda, consuma caffè e pizza, ma soprattutto parla, si confronta, inventa e merita considerazione come un giardino che cresce con passione ma che non sopravvive se non è conosciuto, supportato e continuamente apprezzato.

La letteratura per l’infanzia non conosce crisi. I nostri figli leggono ancora troppo poco rispetto agli altri paesi occidentali. Manca una legge sulla promozione della lettura. I primi mille giorni di vita sono fondamentali per la lettura col bebè. Nel nostro paese i lettori forti sono i cosiddetti Young Adults. I manager quarantenni e gli universitari non leggono più. Si pubblicano sempre più libri ma la qualità si abbassa.

Qui di sopra ho scelto a casaccio alcune espressioni presenti in maniera ricorrente nella saggistica di settore degli ultimi anni che fotografano bene un aspetto che mi sta a cuore premettere.
Spostare il discorso sulla quantità piuttosto che sulla qualità di lettura significa porgere il fianco a un pensiero logico che taglia fuori le emozioni. I diversi tipi di intelligenze e sensibilità sono alla base dell’apprendimento e del piacere della lettura. Privilegiare il centro piuttosto che la periferia (il best-seller piuttosto che il libro di nicchia, la grande distribuzione piuttosto che la piccola editoria), se può essere utile al fine di progettare su larga scala è controproducente per chi come noi lavora con il piccolo o… i piccolissimi. Allora parliamo di una letteratura di relazione profonda che coltiva nei nostri figli, bambini competenti, un gusto critico, anche difficile e per questo soddisfacente (vedi Per una letteratura senza aggettivi della premio Andersen Maria Teresa Andruetto)

Finalmente le tendenze riscontrate o alcuni consigli di lettura:
“Le storie della buonanotte per bambine ribelli” per i tipi di Mondadori è giunta con successo al secondo episodio così molte fiction hanno donne come protagoniste in “Lost And Found” di Brigit Young per i tipi di Feltrinelli, finalista al premio Andersen, lei si nasconde dietro una macchina fotografica dopo un incidente. Frequente resta il tema delle storie di vita illustrate: per i tipi de Il Castoro è uscito l’ultimo “Diario di una Schiappa”, questa volta in napoletano: “‘O Diario ‘e nu Maccarone” mentre per i tipi di Sinnos c’è il bel “Contro corrente” di Alice Keller già autrice della nuova rivista “Lo Spunk”.
Tanta attenzione per il silent book dopo la nascita a Lampedusa del fondo dedicato, promossa da Ibby Italia (vedi “Meraviglie mute silent book e letteratura per l’infanzia di Marcella Terrusi), il premio Andersen decide di creare una nuova sezione apposita. Ne “La foglia” di Daishu Ma, Orecchioacerbo le atmosfere ricordano un altro grande classico del genere “L’approdo” di Shaun Tan ma si abbandona il tema interculturale per l’ ambiente, in una società automatizzata grazie al bagliore visto su una foglia il protagonista scopre un segreto, meraviglioso, in “Bosch” di The Tjong-King per i tipi di Beisler l’autore di “Tortainfuga” e “Tortaintavola” riprende le atmosfere dei precedenti multistorie coniugandoli con la pittura visionaria del grande pittore fiammingo. La citazione artistica alla tavolozza è palese in “Colorama” un libro in Crushiform per i tipi di Ippocampo dove tante sfumature di colore sono spiegate con un ottima grafica chiara e userfriendly, mentre Jimmy Liao altro prolifico illustratore esce per i tipi di Terre di Mezzo con un libro dedicato alla magia del cinema “L’arcobaleno del tempo”. Allo stand Aib era in vendita la nuova bibliografia Nati per leggere così per i tipi di La Coccinella c’era in evidenza “A me gli occhi” e per i tipi di Lapis le nuove fiabe classiche in formato quadrotto rivisitate da Attilio ultimo vincitore del premio dedicato nella sezione 18-36 mesi Nascere con i Libri. Per quanto riguarda i libri interattivi ci ha colpiti positivamente la lepre salvatutti di “Affamato come un lupo” di Silvia Borando per i tipi di Minibombo con sorpresa finale e giochi sulla app. In tema di vincitori delle passate edizioni del premio Nati per Leggere per i tipi di Giralangolo esce Il Grotlyn del bravissimo illustratore Benji Davies una storia sulla paura della notte ambientata nella fumosa Londra aspettiamo di vedere anche in Italia “Grandma Bird” sulla copertina inglese figura una nonna (e non più di un nonno come ne “L’Isola del nonno”) e il piccolo protagonista de “La balena della tempesta” e “La balena della tempesta in inverno”. Buon viaggio!

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