Quando dico biblioteca

Quando si lavora, ogni tanto è bene fermarsi e farsi delle domande. Per noi di EDA Servizi queste domande riguardano le sfide della biblioteca di domani: cosa ci si aspetta da lei? Cosa potrebbe/dovrebbe fare per essere sempre di più un luogo da abitare?

Il nostro punto di osservazione sul mondo delle biblioteche è quello di chi ci lavora dentro: anche se spesso non siamo direttamente coinvolti nella definizione degli obiettivi strategici delle biblioteche con cui collaboriamo, siamo però chiamati a gestire i processi che dovrebbero permettere di raggiungere quegli obiettivi e, in qualche modo, a “interpretare” una visione della biblioteca.

In particolare, per quanto riguarda la biblioteca pubblica, dal nostro punto di osservazione ci rendiamo conto che da anni essa ormai non eroga più solo servizi volti a rispondere ai bisogni informativi, di studio o di svago degli utenti, ma offre una vasta gamma di attività connesse a eventi, formazione, promozione e produzione letteraria, proponendosi sia come spazio pubblico reale che come luogo virtuale. Nell’era digitale, la biblioteca pubblica sicuramente rinnova il suo potenziale di apertura e di capacità attrattiva ma, al tempo stesso, necessita di una ridefinizione del proprio ruolo in ambito culturale, educativo e sociale. Maggiori servizi e maggiori funzioni significano maggiore complessità, sia dal punto di vista dell’organizzazione interna del lavoro sia nelle relazioni con gli utenti e la città.

Per questo abbiamo deciso, insieme al nostro consorzio Co&So, di promuovere un percorso per riflettere sul ruolo e sull’identità della biblioteca, estendendo la nostra ricerca all’Area metropolitana fiorentina e in particolare ai territori di Firenze, Scandicci e Calenzano, comuni che appoggiano e patrocinano il progetto.

Ma non vogliamo farlo da soli: la biblioteca è per definizione un bene comune, uno degli ultimi luoghi liberi da fini commerciali, un modello che ha messo al centro la condivisione (dei libri, delle informazioni, dei saperi, degli spazi…) ben prima che la sharing economy arrivasse ad applicarla ai più svariati aspetti della vita quotidiana… Da tempo abbiamo imparato che la partecipazione è il modo per abitare i luoghi, averne cura, renderli vivi per le persone che li incontrano nella loro esperienza quotidiana…

Per questo il percorso che immaginiamo, con l’aiuto di Sociolab, è un percorso di partecipazione: con gli utenti e con i cittadini, con le istituzioni e con le associazioni del territorio e con tutti coloro che vogliono condividere le loro idee per scrivere un racconto in tre capitoli su cosa sarà la biblioteca di domani:

  1. Gli utenti di oggi e di domani
  2. I bibliotecari di oggi e di domani
  3. La biblioteca e la città

Per saperne di più, segui il blog Quando dico biblioteca e la pagina Facebook.

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