FMX – Florence Marketing Experience

L’8-9 giugno a Firenze una full immersion nel mondo del marketing!

Cerchi soluzioni per il tuo business? Vuoi migliorare la tua comunicazione aziendale? Cerchi diversi e nuovi strumenti di marketing?

Florence Marketing Experience è l’occasione per entrare in contatto con i migliori professionisti italiani delle diverse aree del marketing, scambiare idee e scoprire tutte le nuove tendenze.

Il mondo del marketing e le sue strategie sono in continua evoluzione e FMX permette di avere un’ampia visuale di cosa sta succedendo e di come si sta evolvendo, grazie ai suoi relatori che porteranno  esperienze concrete di aziende locali e nazionali.
L’evento si rivolge in particolare alle aziende, agli imprenditori, ai responsabili marketing e ai loro collaboratori che sono interessati agli ambiti di mercato strategici per le imprese toscane: ospitalità, real estate, fashion, cultura e marketing territoriale…

Si parlerà di e-commerce, growth hacking, branding, videomarketing, gamification, SEO, content marketing, semantic web, advertising, chatbot, storytelling insieme a nomi (solo per citarne alcuni) come Giuseppe Mayer, Armando Testa Digital Hub, Andrea Fontana, ricercatore, sociologo della comunicazione esperto di “narrazione d’impresa”, oltre che amministratore delegato di Storyfactory e TEDx Speaker, o Raffaele Gaito, start up mentor specializzato nella crescita delle nuove imprese che ha di recente pubblicato un libro sul Growth Hacking, una rivoluzione nel mondo del marketing.

FMX si svolgerà venerdì 8 e sabato 9 giugno nello spazio co-working di Impact Hub: conferenze, workshop, business clinic B2B, recruiting space, franchising space, networking area… Il tutto a pochi passi dalla stazione di Firenze Rifredi!

Tra gli organizzatori di FMX, insieme a EDA Servizi, ci sono: Studio Riprese Firenze, Impact Hub Firenze, Lama.


Biglietti disponibili su Eventbrite.

Contatti:
https://marketing.firenze.it/
https://www.facebook.com/FMXConf/
https://twitter.com/FMXConf

 

Momenti preziosi

Immagine coordinata Danilo Avelardi Gioielleria Livorno

Sulla scia dei giorni

Campagna di comunicazione del ciclo di dialoghi sul limite al Teatro Niccolini di Firenze

Biblioteca e musei, alleati per la promozione del territorio

Gestione della biblioteca e dei musei di Vicchio e delle attività didattiche museali

Ottantesima Mostra dell’Artigianato

Co-direzione artistica della campagna di comunicazione per l’ottantesima Mostra dell’Artigianato di Firenze

MedBox

Grafica e copy per logo e immagine coordinata di MedBox: la piattaforma che semplifica la vita ai medici!

Con parole nostre

Il progetto dell’edizione del bilancio sociale di Co&So Firenze relativa all’anno 2013 nasce dall’idea di creare un linguaggio condiviso.

Così come le lettere e le parole sono elementi-base necessari a costruire il linguaggio, il racconto, lo scambio e la comunicazione, così le persone sono gli elementi-base della cooperazione sociale: è grazie al loro lavoro e alla loro passione che le cooperative sociali della rete Co&So Firenze sono in grado di costruire servizi e progetti per la comunità e di creare valore sociale in termini di opportunità di lavoro, welfare e investimento sul territorio.

Lettere, parole, racconti: questi sono gli elementi chiave intorno a cui ruota il concept del bilancio. E le persone che ci hanno messo la faccia!

6.insieme

Per costruire un “lessico della cooperazione sociale” abbiamo utilizzato i ritratti realizzati con il photoset Segnali coesi realizzato nel 2013 con la collaborazione di TAF. Avevamo chiesto alle persone di scegliere una parola legata alla concetto di cooperazione sociale e di comporla con le lettere messe a disposizione su “supporti per manifestare le idee”: cartelli, fumetti…

Osare, azioni, persone, valore, visione, insieme, grazie, noi… sono queste le parole che le persone ci hanno regalato e che si sono trasformate in altrettanti capitoli per raccontare un anno di lavoro nella rete Co&So Firenze e il suo impatto sociale ed economico.

E sempre grazie al racconto siamo scesi nel cuore di significato dell’impresa sociale e di quello che il suo lavoro significa per le comunità. Abbiamo invitato cinque scrittori fiorentini a visitare alcuni servizi delle cooperative del consorzio, a parlare con gli operatori, a scoprire cosa succede “dietro le quinte” di servizi magari fino ad allora sconosciuti per loro.

Leonardo Sacchetti, ideatore e animatore del Porto delle storie, ha visitato la Biblioteca delle Oblate; Paola Zannoner, scrittrice attiva nella difesa dei diritti delle donne, ha intervistato operatori e ospiti del Centro PACI, centro di di accoglienza ai migranti; Alessandro Raveggi, che stava per diventare padre, ha visitato un asilo nido e Simona Baldanzi, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori, un capannone industriale dove la “catena di montaggio” è stata ripensata per permettere l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Arianna Papini infine ha visitato una residenza per anziani.

Ne sono nati cinque racconti inediti, magistralmente illustrati da reportage fotografici a cura di La Pivot, profondamente diversi l’uno dall’altro, ma accomunati dal senso di meraviglia per l’incontro con mondi inaspettati. Cinque racconti commoventi, che fanno sorridere e anche un po’ piangere, e che toccano corde scoperte in ognuno di noi perché parlano di fragilità che ognuno ha vissuto o potrebbe vivere nelle stagioni della sua vita.

L’incontro tra questi sguardi esterni alla cooperazione sociale e chi invece la vive nel quotidiano, come lavoratore/lavoratrice o come utente dei servizi, è senz’altro il punto di forza di questo progetto, che è stato premiato come miglior bilancio sociale nell’ambito del Salone della CSR e dell’innovazione sociale (Milano, 2015).

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Un’altra città di Firenze

di Leonardo Sacchetti

 

Alzi la mano a chi non piace la pizza. Ok, ci siamo capiti: la pizza piace a tutti.

C’è a chi piace bassa, a chi alta, a chi con tanta mozzarella e a chi con due quintali di cose sopra. E ce la divoriamo e poco importa se è nata come piatto nobile, per soddisfare una regina. Oggi è uno dei cibi più popolari e tra i più masticati del mondo. “La pizza è democrazia”, sento che racconta un giovane nordafricano in fila per accedere a un pc delle Oblate. Forse ha proprio ragione. Uno che scappa dalla miseria per abbracciare l’ostica Firenze, qualcosa di democrazia deve pur sapere. “È che faccio il pizzaiolo e le mattine le passo qui”. Lo trovo che aspetta il suo turno per navigare sul web e accorgersi che nella biblioteca più gettonata di Firenze di pc che ancora si connettono a Internet ne sono rimasti solo quattro.

La Biblioteca delle Oblate è come la pizza: piace a tutti. È aperta a tutti. È aperta mattina e sera. È un posto bellissimo, con la vista sul Duomo migliore della città. E tutto a zero euro. Vuoi mettere? “In pochi anni – racconta chi ci lavora – è diventato il vero centro di aggregazione di Firenze”. Se cercate giovani, se cercate anziani, se cercate famiglie e non volete andare fino ai Gigli, le trovate qui. Chi a chattare, chi a bersi un caffè e chi a provarci con quel biondino con il ciuffo ribelle che fa finta di studiare Chimica Organica al tavolo là in fondo alla sala lettura all’ultimo piano. E chi – udite! udite! – a leggere libri. Perché ormai in biblioteca si va per tante cose. Anche per questo.

È talmente e “democraticamente pizza”, che anche la Biblioteca delle Oblate sembra masticata. Nel bene e nel male. “Mille persone al giorno”, è la cifra che mi raccontano i fogli excel che registrano gli iscritti, i prestiti di libri, quelli di dvd e quelli di periodici. Facendo un po’ di conti, tanto per farsi un’idea: è come se in un anno Firenze generasse un’altra Firenze. Trecentocinquantamila persone che costruiscono una nuova città. Fa impressione. E i brividi sono di felicità nel sapere che queste stanze austere, vietate al pubblico per decenni, ora sono una comunità.

Le persone che ci lavorano, qui dentro, questa cosa la sanno e la sentono. E sentono anche la responsabilità di essere diventati quasi dei medici di famiglia per queste trecentocinquantamila persone. “Un libro con la copertina dello stesso colore di quello preso il mese scorso, grazie”. “Vorrei quel libro che parla di una storia d’amore, ha capito, no?”. “Secondo te, le piaccio?”. “Mi consiglia una rivista che non mi faccia arrabbiare?”. “C’è troppa gente a questa presentazione: puoi mica far uscire qualcuno ché così trovo un posto per sedermi?”. “Questo è mio nipote appena nato e vorrei regalargli subito la tessera”. “Mio figlio legge un libro a settimana. Starà bene?”.

Parlando con i bibliotecari delle Oblate, viene fuori che il loro lavoro non è più quello di ordinare, consigliare e dare in prestito dei libri. Anzi: quella sembra la parte residuale. Se la biblioteca sta diventando sempre di più un centro sociale, in cui le persone si ritrovano e – caso raro – lo fanno senza comprare e senza spendere, anche il lavoro dei bibliotecari è cambiato. “Ma ci siamo dovuti reinventare tutto da soli”, è il mantra che ho più volte ascoltato. Orari tosti per garantire un’apertura quasi continua, formazione che potrebbe ma non fa fino in fondo. Il “proprietario” della baracca, il Comune, che pur di far quadrare i bilanci stacca la spina a qualche pc, al wifi, ai libri.

Le Oblate sono una vecchia signora: se non si rifa il trucco ogni giorno, rimangono solo le rughe. È da due anni e mezzo che la spendig review dei conti pubblici impedisce (non solo alle Oblate) di comprare libri. Ti guardi intorno, e capisci che questa comunità di 350mila persone non è una comunità unita nella lettura. È una comunità a volte spersa, rigettata dagli altri centri sociali della città, quelli dove serve il bancomat per entrare. Tanti finiscono qui, accanto a chi studia, a chi legge, a chi si informa. “Tutto questo crea parecchi problemi”, raccontano al primo piano, dove c’è una sala lettura e dove la sfilza di pc spenti fa un po’ pena. Poi ci sono i tanti eventi che vengono organizzati e in cui i libri presentati, se poi vai a chiederli in prestito… non li trovi. Non ci sono. “A volte mi pare di lavorare in un eventificio”.

“Non è facile. Non è facile”, mi racconta uno tra i più giovani bibliotecari. Una vita già passata qui tra Servizio Civile, volontariato, precariato e lavoro fisso. “Qui è un caos. Bello quanto vuoi ma andiamo avanti in ordine sparso”. Già: perché al di là dei numeri degli utenti e dei prestiti, quello che dà l’energia a chi lavora qui dentro era e continua ad essere il rapporto con le persone. “Devo saper attivare pure la tessera sanitaria, ma quando vedo che entra quel 12enne che legge un libro a settimana o quel vecchio prof in pensione che mi chiede libri pazzeschi e introvabili, beh: capisco che ne vale proprio la pena. Questo è il posto per loro”.


 

Presso la Biblioteca delle Oblate e le altre biblioteche comunali fiorentine EDA Servizi è presente nei servizi al pubblico, di catalogazione, servizi generali e comunicazione, in regime di general contracting con il consorzio Co&So e in collaborazione con CoopCulture e il Palinsesto.


Il racconto Un’altra città di Firenze di Leonardo Sacchetti e le foto di Andrea Massini e Donato Spadola – La Pivot – sono stati pubblicati a novembre 2014 nella pubblicazione Con parole nostre, Bilancio sociale 2013 di Co&So Firenze.

Leonardo Sacchetti è nato a Firenze nel 1973. Giornalista e scrittore, ha lavorato per l’Unità, è stato direttore di novaradio e del portale Tuttafirenze. Ha pubblicato il romanzo Tusitala. Ritorno a karinhall (Cult, 2011), ambientato nella manifattura Ginori di Sesto Fiorentino sullo sfondo della Seconda Guerra mondiale e dell’occupazione tedesca. Progetta e cura laboratori di scrittura democratica per adulti e ragazzi e coordina esperienze di storytelling, tra cui Storie mobili e Accènti (quest’ultimo nell’ambito del progetto Giovanisì della Regione Toscana). È tra gli ideatori e animatori del Porto delle storie di Campi Bisanzio (FI).

Iniziative culturali delle Biblioteche Comunali Fiorentine

Progettazione grafica e comunicazione per le biblioteche comunali di Firenze

Iniziative culturali della Biblioteca Ernesto Ragionieri

Curiamo la grafica delle iniziative culturali della Biblioteca Ernesto Ragionieri e del Comune di Sesto Fiorentino