Biblioteca e musei, alleati per la promozione del territorio

Gestione della biblioteca e dei musei di Vicchio e delle attività didattiche museali

A scuola si legge? Sempre di più!

Sabato 24 ottobre Firenze ha ospitato il convegno A scuola si legge. La lettura tra tecnologie e società globale, organizzato a cura di Beniamino Sidoti e sostenuto da Giunti Scuola, per riflettere sullo spazio dedicato alla lettura a scuola e sulle buone pratiche che aiutano ad affrontare il rapporto tra il libro e le tecnologie e a diffondere il piacere della lettura. Per noi c’era Sara Fedeli, bibliotecaria ed esperta di letteratura per bambini e ragazzi, che lavora nella sezione ragazzi della Biblioteca delle Oblate. Le abbiamo chiesto di raccontarci le sue impressioni.

 

Come ti è sembrato il “clima” generale del convegno? Quali spunti di innovazione hai trovato?

Il clima al convegno era molto rilassato e informale. Infatti grazie alla suddivisione per argomenti degli workshop e delle sessioni mattutine il numero dei partecipanti non era troppo elevato, cosa che ha facilitato molto gli oratori e sopratutto ha invogliato il pubblico a fare domande e intervenire con le proprie opinioni sul tema affrontato. La sessione pomeridiana ha preferito un tono più leggero rispetto ai dibattiti precedenti e grazie a musica, colori e poesie ha incantato tutti i presenti come uno spettacolo teatrale.

Gli spunti più interessanti sono stati quelli degli insegnanti che hanno cercato in questi ultimi anni di trovare un punto di incontro tra le nuove tecnologie e la lettura, intesa nel senso più classico del termine. Il loro metodo di insegnamento e gestione della classe è stato un esempio di buone pratiche per tutti i partecipanti. In particolare Chiara Lugarini con la presentazione dei suoi blog di classe ha dato lo spunto per molte attività che possono essere fatte per non allontanare i ragazzi dalla lettura, ma allo stesso tempo venire incontro alle loro esigenze di comunicazione di nativi digitali.

 

Prendendo ispirazione dai progetti più interessanti che sono stati presentati al convegno, cosa pensi che i bibliotecari dovrebbero fare per comunicare in modo più efficace con il mondo della scuola, e in particolare con gli insegnanti?

Le biblioteche al convegno sono state ricordate poche volte e purtroppo soltanto in negativo per ricordare la disastrosa situazione in cui versano la maggior parte della biblioteche scolastiche italiane. Soltanto in un intervento (Simone Piccinini per la presentazione del progetto Xanadu) si è parlato di collaborazione tra scuola e biblioteca pubblica. Credo che gli insegnanti ancora non abbiano compreso le potenzialità di un dialogo attivo tra queste due realtà, che potrebbe giovare alla diffusione della lettura e alla didattica stessa degli insegnanti. Se da parte della scuola non vengono intraprese iniziative per avvicinarsi alla biblioteca credo che dovrebbero essere i bibliotecari ad entrare nella vita scolastica di ragazzi e insegnanti, portando letture, progetti e attività per permettere l’inizio di questa fruttuosa collaborazione. In fondo le biblioteche fuori di sé ormai sono una realtà consolidata in tutti i comuni: oltre a supermercati, spiagge e ospedali dovremmo aggiungere anche le scuole come punti chiave per la distribuzione di libri e materiali.

 

A tuo avviso, che tipo di alleanze e sinergie sarebbero da sviluppare per la promozione della lettura tra pubblico (scuola, biblioteche) e privato (editori, librerie, associazioni, cooperative e imprese di servizi bibliotecari)?

Credo che il problema da risolvere per migliorare l’esperienza della lettura nei ragazzi di età compresa tra i 9 e 15 anni sia, ancora una volta, la forzatura del titolo, la richiesta del riassunto e la scheda di lavoro allegata. Gli insegnanti, vuoi per l’età o vuoi per il tipo di formazione, non sanno offrire alternative valide a quesa tecnica di lettura scolastica e poco accattivante. Al convegno qualcuno ha parlato anche della necessità di ripensare l’antologia, ma nessuna idea nuova è stata presentata. Credo che da qui potrebbe partire il cambiamento che in tanti sognano ma nessuno attua. Librerie, bibliotecari e cooperative potrebbero creare una rete di letture e presentazioni che si sostituisca all’odiata antologia, per abbandonare l’analisi del testo e la struttura grammaticale e ritrovare le emozioni che la lettura provoca, quelle emozioni che sono in grado di avvicinare un lettore a un libro a prescindere dall’età o dal suo contenuto.

 

⇒ Sul blog del convegno sono già disponibili gli atti di alcuni seminari e workshop!

Mani in pasta. Facciamo il pane in biblioteca

Progetto a cura di Daniela Dello Russo

Si può fare il pane in biblioteca? Sì! Mettere le mani in pasta è una delle cose più divertenti per grandi e piccini e uno dei tanti modi per avvicinarci al piacere della lettura!

Si inizia con la lettura di libri e racconti per immergersi nel mondo del pane: la sua storia, la lievitazione, la sua importanza nella storia dei popoli e le sue riproduzioni nella storia dell’arte, gli elementi che occorrono per la preparazione del pane (terra, acqua, lievito, aria, mani, fuoco, tempo…).

Dopo la lettura maciniamo i semi per fare la farina da impastare con acqua e lievito.

L’incontro si conclude con una degustazione di diversi tipi di pane, poi ogni bambino porta a casa il suo impasto per la lievitazione e successiva cottura!

Sei interessato/a a realizzare il laboratorio? Contattaci per avere più informazioni!

Crescere che avventura

Crescere che avventura è un progetto di valorizzazione dell’Archivio storico dell’Istituto degli Innocenti realizzato nel 2012-2013, grazie al finanziamento della Fondazione Telecom Italia sul bando “I beni culturali invisibili. Una risorsa italiana da valorizzare”
  • Ente proponente capofila: Istituto degli Innocenti di Firenze
  • Enti partner: Fondazione Wikimedia Italia, Luoghi per Crescere – Cgm, CO&SO, Consorzio per la Cooperazione e la Solidarietà

 

Il progetto “Crescere è un’avventura” nasce con l’obiettivo di valorizzare l’archivio storico dell’Istituto degli Innocenti (bene culturale invisibile in quanto chiuso al pubblico e poiché detentore di un patrimonio culturale intangibile), contribuendo non solo a diffonderne la conoscenza ma anche a svilupparne il potenziale educativo e di promozione turistica.

Il progetto intende rendere fruibile al pubblico il patrimonio storico e culturale dell’archivio attraverso una serie di attività didattiche rivolte ai giovani e di proposte culturali legate al complesso architettonico dell’Istituto e al nuovo Museo degli Innocenti – MUDI.

 

L’archivio contiene una raccolta di oltre 13.500 unità archivistiche che vanno dal 1218 alla metà del ‘900 e che raccontano, nei secoli, come si è svolta “l’avventura” dei bambini abbandonati accolti all’Istituto e la vita delle famiglie di Firenze.

Attraverso un lavoro di “traduzione” e “attualizzazione multimediale” del patrimonio di storie conservate negli antichi documenti, il progetto “Crescere è un’avventura” individua alcune tematiche “universali” che da sempre caratterizzano la condizione dell’infanzia e dell’adolescenza: il rapporto con genitori, la vita in famiglia, le problematiche della crescita, la questione di genere, l’interculturalità, il tema delle radici.

A partire da questi argomenti il progetto “Crescere è un’avventura” sviluppa una serie di laboratori didattici e multimediali per gli studenti delle scuole e per i giovani delle associazioni.

Sarà anche grazie ad una piattaforma web dedicata che i ragazzi, gli insegnanti e le famiglie potranno svolgere lavori di ricerca, esplorazione e racconto su questi temi.

Tali attività saranno collegate all’offerta educativa della Bottega dei Ragazzi-MUDI (Museo degli Innocenti) e alle iniziative di media education già attuate dall’Istituto stesso (progetto TROOL – Tutti i Ragazzi Ora On Line e progetto “Ragazzi e stampa”).

“Crescere è un’avventura” potrà trovare ulteriori occasioni di sviluppo, arricchimento e visibilità anche grazie alla mostra fotografica “Figli d’Italia”, che avrà luogo al MUDI nel 2011 e che testimonia la crescita dei ragazzi presenti in Istituto negli anni subito successivi all’Unità d’Italia. In questo senso, la mostra permette di riflettere sul significato di cittadinanza ieri, al tempo della nascita della nazione, e oggi, nel mondo globalizzato.

La mostra fotografica, così come l’archivio storico dell’Istituto e il MUDI saranno anche meta di gite scolastiche da parte di classi che si trovano fuori dal territorio toscano ma che sono coinvolte nel progetto “Crescere è un’avventura” grazie al partenariato con “Luoghi per Crescere – Consorzio CGM”.

Le attività e i materiali realizzati nell’ambito del progetto “Crescere è un’avventura” saranno resi pubblici, oltre che in Rete, anche nella manifestazione finale che vedrà il coinvolgimento di tutti i beneficiari e della cittadinanza fiorentina. Il progetto intende realizzare una serie di eventi paralleli che si presentano come occasione di restituzione del lavoro fatto dalle classi, come momento di festa per i bambini e le loro famiglie, oltre che come spazio per giochi urbani collettivi aperti a tutta la cittadinanza.

Infine, il progetto prevede la realizzazione di un e-book dove saranno raccolte le storie prodotte dai bambini e dai ragazzi durante i laboratori e che rappresenterà, simbolicamente, l’ultimo nuovo volume dell’archivio sull’infanzia.

 

 

Azioni

Selezione dei contenuti dalle unità archivistiche e loro digitalizzazione;

Attuazione dei percorsi educativi, differenziati a seconda dei vari gruppi:

laboratori legati alla vita quotidiana dei bambini e delle famiglie, nel passato e nel presente (per

bambini della scuola primaria e secondaria I grado );

laboratori incentrati su un’epoca storica particolare e sulle condizioni dell’infanzia a quel tempo (per studenti delle scuole secondarie di II grado);

laboratori sul presente, sulla vita dei ragazzi di oggi e sulle loro problematiche (per gruppi informali di adolescenti e associazioni di migranti);

Creazione di una piattaforma web come luogo di restituzione dei contenuti prodotti dai ragazzi ma anche di coinvolgimento di un pubblico più esteso;

Definizione, all’interno della mostra fotografica “Figli d’Italia”, di una sezione dedicata al progetto “Crescere è un’avventura” con la presentazione dei materiali prodotti dai ragazzi durante i laboratori e con supporti multimediali per il collegamento alla piattaforma web del progetto;

Formazione di educatori incaricati di accompagnare le classi provenienti da altre città italiane in visita scolastica all’archivio storico, alla mostra fotografica e al museo dell’Istituto degli Innocenti;

Organizzazione di una manifestazione per la diffusione dei risultati ottenuti dal progetto e il coinvolgimento di tutti i beneficiari;

Realizzazione di un e-book ipertestuale pensato per raccogliere i diversi materiali prodotti dai ragazzi (testi, fotografie, video).

 

Aree di intervento

Il progetto “Crescere è un’avventura” ha una vocazione nazionale ed interessa varie zone e città d’Italia in cui sono presenti e operano i partner.

Il progetto ha una ricaduta concreta sui territori della provincia di Firenze e di Prato. All’interno di tali aree, le attività formative coinvolgono istituti scolastici di diverso ordine e grado ed enti locali dislocati sia sul territorio urbano, sia in aree periferiche.

 

Destinatari

Il gruppo target destinatario del progetto sono i minori (8-17 anni) qui suddivisi in base alle realtà coinvolte:

Alunni degli istituti comprensivi (3 istituti, 3 classi per ogni istituto per un totale di 9 classi);

Studenti delle scuole superiori (4 scuole, 3 classi per ogni scuola per un totale di 12 classi);

8 Gruppi informali/centri giovani/associazioni giovanili;

4 Gruppi da associazioni di migranti/ associazioni di seconde generazioni.

 

Beneficiari diretti del progetto sono circa 700 minori per un totale di 30 gruppi sul territorio della provincia di Firenze e Prato.

Sono da considerarsi beneficiari diretti anche gli studenti di quelle scuole che, pur fuori dal territorio toscano, potranno partecipare alle attività di “Crescere è un’avventura” grazie al parternariato con “Luoghi per Crescere – Consorzio CGM” presente in diverse città italiane.

Beneficiari indiretti (ma per i quali è previsto un coinvolgimento grazie anche alle attività realizzate dai beneficiari diretti) del progetto sono:

le famiglie dei minori;

i pari;

gli insegnanti e gli educatori;

cittadini di Firenze e Prato.


Trool. Tutti i ragazzi ora on line

Trool è un progetto di educazione all’uso sicuro dei media, e in particolare del web, nato per volere della Regione Toscana nel 2006 e da allora gestito in toto dall’Istituto degli Innocenti di Firenze. Fin dall’ideazione del progetto l’Istituto degli Innocenti si è avvalso per gestire e promuovere Trool di EDA Servizi, che ha avuto un ruolo chiave nella progettazione dell’approccio educativo, nella scelta del piano di comunicazione, nel coordinamento e nella definizione della linea editoriale.

 

 

La sicurezza su Trool

In particolare il personale della cooperativa si è occupato della messa a punto del meccanismo di assegnazione e tracciamento degli utenti blogger attivi sul portale. La sicurezza e la tutela dei minori è stato il punto di forza del sistema, unitamente alla capacità di coinvolgere gli studenti e gli insegnanti in attività legate alla programmazione scolastica, istruttive ma anche molto coinvolgenti. Trool ha aperto le sue pagine a singoli studenti che hanno potuto disporre di un blog personale, sono state coinvolte classi e intere scuole, attraverso la formula dei blog collettivi (i “multiblog”). Tutti i ragazzi toccati dal progetto (e i loro insegnanti) sono stati liberi ed entusiasti di scrivere su Trool e di vedere pubblicati su internet i propri testi, gallerie fotografiche o i propri video, all’interno di un sito istituzionale ma graficamente molto accattivante, ricco di contenuti autentici e con un significativo posizionamento nel PageRank di Google. Allo stesso tempo il controllo dell’identità degli autori e la moderazione di post e commenti sono stati una priorità assoluta della redazione e del coordinamento di progetto, che non hanno mai limitato la creatività e la fantasia dei blogger, ma ne hanno sempre garantito l’anonimato.

La moderazione dei contenuti generati dagli utenti

Tutti i bambini attivati come utenti “blogger” sul CMS Drupal di Trool possono scrivere post o commenti e hanno facoltà di affrontare qualsiasi argomento (calcio, sport, videogiochi e serie TV vanno per la maggiore), oltre a quelli proposti dalla scuola. I moderatori adulti hanno il ruolo di approvare o meno la bozza scritta dall’utente studente e possono essere: membri della redazione centrale, mediaeducatori che vanno nelle classi o insegnanti. Un motivo di censura è stato ed è relativo alla presenza di offese ad altri, di turpiloquio o volgarità; anche se la collocazione del blog dentro l’alveo della Regione Toscana e con il cappello della Polizia Postale ha scoraggiato gli utenti dallo scrivere senza controllo e in quasi dieci anni si sono registrati solo una decina di contenuti veramente inadeguati. Il vero focus dell’attenzione dei moderatori è sempre stato evitare che i blogger uscissero dall’anonimato e la censura si è concentrata sul non consentire la messa in linea di dati personali e sensibili.

La certificazione della Polizia Postale

La gestione sicura dell’ingresso degli utenti e della loro pubblicazione sul portale è sfociata in un vero e proprio “metodo trool” di profilazione, certificato da un’apposita convenzione sottoscritta dal Ministero degli Interni – Polizia Postale, che conferito al progetto un bollino di sicurezza, unicum nel panorama italiano, anche oggi che per tanti aspetti tecnologici e funzionali il progetto è stato superato da altre piattaforme e da portali dedicati ai più piccoli e alla loro partecipazione alla rete.

I contenuti e gli utenti: i numeri

Grazie alla garanzia offerta dal metodo di tracciamento e alla qualità dell’approccio educativo proposto, nel corso degli anni di maggiore impatto, che vanno dal 2008 al 2015, su Trool hanno scritto oltre 10mila utenti attivi, molti dei quali con un’età addirittura inferiore a quella richiesta per postare su Facebook. Sul portale sono stati inseriti ed editati oltre 35mila post, oltre 70mila immagini, oltre mille video, oltre cinquecento articoli della redazione. Tutto questo è stato possibile perché il progetto, insieme allo spazio web, ha proposto un ricco catalogo di laboratori di mediaeducation, differenziati per tematica e per fascia di età, condotti da una rosa di oltre quindici mediaeducatori, svolti nelle classi in accordo con gli insegnanti. Sono state coinvolte oltre 80 scuole, realizzati oltre cinquecento percorsi laboratoriali. Il personale di EDA Servizi, in collaborazione con i responsabili di Istituto degli Innocenti (ricordiamo qui in particolare Lucia Nencioni, giornalista attenta osservatrice del rapporto dei bambini con i media, scomparsa prematuramente) ha realizzato anche percorsi formativi e informativi per insegnanti e per Dirigenti scolastici, ha coinvolto i genitori dei piccoli blogger, ha partecipato con degli “instant blog” a eventi di tipo convegnistico e fieristico, con una propria postazione dedicata.

I laboratori nelle classi

EDA Servizi ha curato la qualità dell’offerta educativa e si è preoccupata di mantenere l’aggiornamento del personale e di gestire i contatti con aziende terze fornitrici del progetto. Le tematiche affrontate dall’attività laboratoriale tenuta dai “trool-educatori” spaziano dalla promozione alla lettura, al lavoro di giornalismo e partecipazione attraverso gli strumenti digitali, alla promozione del territorio, alla conoscenza del patrimonio artistico. Sono stati realizzati anche laboratori basati sulle mappe di Google e sulla geolocalizzazione di contenuti multidisciplinari o attività collegate al laboratori scientifici. Altri temi: alimentazione, contrasto al cyber-bullismo, sperimentazione di device innovativi, lavoro sulle biografie di famiglia e percorsi volti al riscatto sociale di soggetti deboli o con disabilità.

Il rilievo nazionale del progetto

Trool è stato il più importante social network italiano controllato da un ente pubblico e partecipato da utenti minori. Il baricentro anagrafico del progetto è stato centrato sulle classi terza, quarta e quinta di scuola primaria. Il cuore geografico è stata la Toscana, ma occorre ricordare che hanno scritto su Trool, e hanno attivato laboratori condotti da un “trool-educatore”, anche numerose classi di scuola media e scuole presenti a Salerno, a Trieste a Biella o a Tarquinia, come in altre regioni d’Italia.
Anche per questo suo rilievo di carattere nazionale, nel marzo del 2017 Trool ha ripreso a proporre le sue attività, grazie a “Insieme con Trool”, un progetto dedicato al contrasto del disagio sociale, finanziato da Fondazione Poste Insieme Onlus, di Poste Italiane, che vedrà l’attivazione di percorsi pilota sulle città di Biella, Salerno e Firenze.

 
Testi: Emanuele Dattoli || Foto: Giancarlo Barzagli, agenzia Lama