L’arte di crescere, in una libreria di New York

di Benedetta Manoelli

Deborah Meyler, Lo strano caso dell’apprendista libraia, 2014

Esme, questo è il nome della giovane apprendista libraia… Ma in realtà Esme con il suo lavoretto part-time a La Civetta, piccola libreria di libri usati, apprende non tanto l’arte di vendere, quanto l’arte di crescere, di amare la vita e la cultura, di superare le difficoltà e le diversità. E lo fa non solo attraverso la poesia e la musica suonata dal suo collega (poi forse innamorato?), ma anche attraverso gli strampalati, sfortunati, e appassionati personaggi che si affacciano in negozio. Sono collezionisti, senzatetto ed eccentrici abitanti del quartiere.

Esme, giovane dottoranda inglese, entra in punta di piedi e con un po’ di incertezza nella vita della libreria che si presenta come una sorta di microcosmo armonioso ed avvolgente, in lotta contro i mega store della metropoli.

Immancabile la storia d’amore con un affascinante professore di economia, della quale non vogliamo però svelare l’epilogo.

L’intreccio di vite, storie e gusti letterari si realizza nella caleidoscopica New York. Esme, un po’ per caso, si ritrova ad assaporare i mille colori di questa città, il suo fermento culturale, la sua ricchezza umana, fatta anche di povertà e solitudine, lasciandosi conquistare e  riuscendo alla fine a sentirsi a casa.

Una lettura gradevole, certo non impegnata, ma che contiene un suggerimento prezioso, quello di investire nelle relazioni umane, anche se questo presuppone un margine di rischio…

Voto: ♥♥♥

A scuola si legge? Sempre di più!

Sabato 24 ottobre Firenze ha ospitato il convegno A scuola si legge. La lettura tra tecnologie e società globale, organizzato a cura di Beniamino Sidoti e sostenuto da Giunti Scuola, per riflettere sullo spazio dedicato alla lettura a scuola e sulle buone pratiche che aiutano ad affrontare il rapporto tra il libro e le tecnologie e a diffondere il piacere della lettura. Per noi c’era Sara Fedeli, bibliotecaria ed esperta di letteratura per bambini e ragazzi, che lavora nella sezione ragazzi della Biblioteca delle Oblate. Le abbiamo chiesto di raccontarci le sue impressioni.

 

Come ti è sembrato il “clima” generale del convegno? Quali spunti di innovazione hai trovato?

Il clima al convegno era molto rilassato e informale. Infatti grazie alla suddivisione per argomenti degli workshop e delle sessioni mattutine il numero dei partecipanti non era troppo elevato, cosa che ha facilitato molto gli oratori e sopratutto ha invogliato il pubblico a fare domande e intervenire con le proprie opinioni sul tema affrontato. La sessione pomeridiana ha preferito un tono più leggero rispetto ai dibattiti precedenti e grazie a musica, colori e poesie ha incantato tutti i presenti come uno spettacolo teatrale.

Gli spunti più interessanti sono stati quelli degli insegnanti che hanno cercato in questi ultimi anni di trovare un punto di incontro tra le nuove tecnologie e la lettura, intesa nel senso più classico del termine. Il loro metodo di insegnamento e gestione della classe è stato un esempio di buone pratiche per tutti i partecipanti. In particolare Chiara Lugarini con la presentazione dei suoi blog di classe ha dato lo spunto per molte attività che possono essere fatte per non allontanare i ragazzi dalla lettura, ma allo stesso tempo venire incontro alle loro esigenze di comunicazione di nativi digitali.

 

Prendendo ispirazione dai progetti più interessanti che sono stati presentati al convegno, cosa pensi che i bibliotecari dovrebbero fare per comunicare in modo più efficace con il mondo della scuola, e in particolare con gli insegnanti?

Le biblioteche al convegno sono state ricordate poche volte e purtroppo soltanto in negativo per ricordare la disastrosa situazione in cui versano la maggior parte della biblioteche scolastiche italiane. Soltanto in un intervento (Simone Piccinini per la presentazione del progetto Xanadu) si è parlato di collaborazione tra scuola e biblioteca pubblica. Credo che gli insegnanti ancora non abbiano compreso le potenzialità di un dialogo attivo tra queste due realtà, che potrebbe giovare alla diffusione della lettura e alla didattica stessa degli insegnanti. Se da parte della scuola non vengono intraprese iniziative per avvicinarsi alla biblioteca credo che dovrebbero essere i bibliotecari ad entrare nella vita scolastica di ragazzi e insegnanti, portando letture, progetti e attività per permettere l’inizio di questa fruttuosa collaborazione. In fondo le biblioteche fuori di sé ormai sono una realtà consolidata in tutti i comuni: oltre a supermercati, spiagge e ospedali dovremmo aggiungere anche le scuole come punti chiave per la distribuzione di libri e materiali.

 

A tuo avviso, che tipo di alleanze e sinergie sarebbero da sviluppare per la promozione della lettura tra pubblico (scuola, biblioteche) e privato (editori, librerie, associazioni, cooperative e imprese di servizi bibliotecari)?

Credo che il problema da risolvere per migliorare l’esperienza della lettura nei ragazzi di età compresa tra i 9 e 15 anni sia, ancora una volta, la forzatura del titolo, la richiesta del riassunto e la scheda di lavoro allegata. Gli insegnanti, vuoi per l’età o vuoi per il tipo di formazione, non sanno offrire alternative valide a quesa tecnica di lettura scolastica e poco accattivante. Al convegno qualcuno ha parlato anche della necessità di ripensare l’antologia, ma nessuna idea nuova è stata presentata. Credo che da qui potrebbe partire il cambiamento che in tanti sognano ma nessuno attua. Librerie, bibliotecari e cooperative potrebbero creare una rete di letture e presentazioni che si sostituisca all’odiata antologia, per abbandonare l’analisi del testo e la struttura grammaticale e ritrovare le emozioni che la lettura provoca, quelle emozioni che sono in grado di avvicinare un lettore a un libro a prescindere dall’età o dal suo contenuto.

 

⇒ Sul blog del convegno sono già disponibili gli atti di alcuni seminari e workshop!

L’indagine di sé attraverso l’altro… per leggere a settembre come in vacanza!

Immersa nella meravigliosa lettura di Elena Ferrante, L’amica geniale e Storia del nuovo cognome, non posso fare a meno di consigliarla vivamente, perché è tale il livello emotivo, lo scavo nei sentimenti e l’analisi dei comportamenti che davvero rimpiango la sera di dover spegnere la luce per dormire!

copertina_928Questa narrazione memorabile parla della vita, semplicemente. Lo fa attraverso il rapporto fra Lenù e Lila, prima bambine nella Napoli degli anni 50, poi adolescenti dal destino opposto, ma sempre unite da un rapporto competitivo e profondissimo, non privo di meschinità e invidia. L’una e l’altra si confrontano come allo specchio, sia che si tratti di rapporti di amore e amicizia, che di studio o di lavoro. Un affetto e un’intesa emotiva e intellettuale che va oltre la semplice amicizia giovanile, un rapporto indispensabile ad ambedue per poter crescere, costruire la propria personalità, confrontarsi anche duramente per poter conoscere se stesse.

Semplicemente splendido e commovente soprattutto per chi, da adolescente, si è fatto mille domande, ha affrontato mille insicurezze e sofferenze… prima di sbocciare.

Voto: ♥♥♥♥♥ (e lode!)


Le altre letture della mia estate hanno in comune con la quadrilogia della Ferrante il tema dell’indagine di sé attraverso lo specchio dell’altro, e un livello emotivo così forte da rendere difficile interromperne la lettura.

Ne ho selezionate due, una di una giovane scrittrice francese esordiente, ma dalla penna scioltissima, e un’altra di un ottimo narratore italiano, Alessandro Perissinotto, classe 1964, capace di combinare un pezzo di storia recente italiana con aspetti interiori profondi e personali, un esempio di letteratura e psicanalisi.

 

cover225x225Delphine De Vigan, Gli effetti secondari dei sogni, Premio dei librai parigini del 2008

E’ un racconto lieve nella forma e sostanzioso per i sentimenti che animano le pagine. Le protagoniste sono due ragazze molto giovani, alle prese con la loro solitudine in due contesti diversi. Una, tredicenne, non si riconosce nei compagni di scuola e nel mondo dei ragazzi della sua età, l’altra ha deciso di vivere per la strada ed ha problemi con l’alcol. L’ incontro di queste due anime offre loro la speranza che la solitudine dolorosa della crescita, che è poi una solitudine esistenziale, possa trovare una soluzione, dei momenti di gioia, e la possibilità e la  forza di diventare adulte. Peccato che solo in un caso il risultato sia felice…

Delicato, lieve nella lingua, da consigliare ad adulti e a giovani donne in crescita.

Voto: ♥♥

 

Cover_Perissinotto_Le-colpe-dei-padri_Piemme-186x300Alessandro Perissinotto, Le colpe dei padri, 2011

Manager, imprenditore e uomo di successo, il protagonista un giorno si trova casualmente ad affrontare la presenza di un suo doppio che gli assomiglia così tanto da sembrare un sosia. Attraverso le due figure  specchio, l’autore, partendo dalla dimensione spazio-temporale della Torino degli anni Duemila ripercorre all’indietro un pezzo di storia italiana degli anni 60-70; e ci proietta nella città simbolo della rinascita industriale e della crescita economica, negli anni di piombo, nelle violenze delle Brigate Rosse.

Il manager e l’uomo arrivano a mettersi in discussione fino al punto di frantumare la propria immagine. Fare i conti con il passato sarà inevitabile, le colpe dei padri riemergono anche improvvise, da lontano.

Un romanzo impegnato, ma scorrevole, intrigante e affascinante. Un libro che piacerà a chi ama gli intrecci fra letteratura e psicanalisi e a chi ha memoria degli anni Settanta e della storia recente italiana.

Voto: ♥♥♥


cover160x240Marie Kondo, Il magico potere del riordino, 2015

Segnalo anche un libretto di saggistica, molto curioso, originalissimo. L’autrice è una consulente di “arte del riordino” che in Giappone gode di grande successo. L’aspetto più interessante di questo libro è la convinzione che gli oggetti abbiano una loro vita e che le scelte che noi facciamo sono dettate dalle emozioni. Quindi ogni oggetto ha un senso e uno scopo e come tale si anima! Tesi affascinante, confermata dal fatto che quando decidiamo di gettare le nostre cose, spesso ci sentiamo impediti, qualcosa ci blocca.

Ma vivere nel disordine materiale ci confonde e non ci rende felici. Dobbiamo aver il coraggio di buttare via quello che non ci serve e non ci emoziona più e la nostra vita si potrà magicamente illuminare e diventare leggera!

Fantastico!

Voto: ♥♥♥

La quaglia e il sasso

La quaglia non è tanto intelligente, ma tutti le vogliono bene. Lei non ha mai covato un uovo e ne ha tanta voglia. Così, quando in un prato trova un grande sasso bello rotondo ci si siede sopra. E intanto passano le stagioni…

Un libro che parla di desiderio, nascita, attesa, speranza, ostinazione e coraggio nel cercare e nell’accogliere l’altro.

Abbiamo amato subito questo libro, edito da Principi&Princìpi, così nel 2014 ne abbiamo finanziato la ristampa, dato che era esaurito.

Insieme all’autrice, Arianna Papini, l’abbiamo portato in tante biblioteche e scuole di Firenze e dintorni con un ciclo di laboratori e letture culminato a maggio 2014 con uno spettacolo teatrale alla Biblioteca delle Oblate e con la lotteria della quaglia.

La piccola Emma, che aveva acquistato il libro nel corso dei laboratori in biblioteca, è stata la fortunata vincitrice della lotteria e ha portato a casa il grande pouf a forma di quaglia realizzato e dipinto a mano da Arianna Papini.

Il libro è un’occasione per parlare dell’essere genitori, per incontrare i bambini nello spazio di un’emozione suscitata dal racconto dell’incontro, del nascere di una relazione…

Allo stesso tempo è uno strumento di riflessione per tutti coloro che si interrogano, per motivi personali, familiari o professionali, sui temi dell’incontro e dell’accoglienza nel rapporto genitori-figli, e più in generale adulti-bambini.

Contattaci se sei interessato realizzare il laboratorio nella tua biblioteca o nella tua scuola o se vuoi acquistare il libro per fare un regalo davvero speciale: potrai avere la tua copia resa unica da una dedica di Arianna!

Vuoi saperne di più di cosa rende questo libro tanto speciale? La quaglia e il sasso la nostra intervista in pillole ad Arianna Papini!