Piccolo è bello!

La piccola e media editoria in fiera a Roma a Più libri più liberi.

Si è chiusa domenica scorsa la quindicesima edizione di Più libri più liberi, fiera nazionale della piccola e media editoria che quest’anno portava il titolo Sono tutte storie e un’immagine composta da un ecosistema di illustrazioni colorate e ironiche uscite dalla matita di Guido Scarabottolo. Siamo andati a curiosare tra gli stand per carpire novità e tendenze e per scovare quello che in libreria (a volte) non si trova!

Rispetto ai grandi saloni nazionali (pensiamo a Torino, in attesa di capire come sarà Milano…) l’appuntamento romano è senz’altro più agile e smart: in assenza dei big dell’editoria, i piccoli si presentano in grande spolvero, si avverte una bella energia nell’aria e si capisce che la fiera è per loro un appuntamento da non mancare. Anche con una gamba ingessata. Anche a costo di convivenze improvvisate nello stesso stand, tra complicità e rivalità nell’accaparrarsi l’attenzione dei visitatori.

Le case editrici più note e strutturate partecipano portando in fiera non solo libri, ma anche progetti: è il caso di Marcos y Marcos con il progetto BookSound, che seleziona alcuni titoli del catalogo da portare nelle scuole con letture ad alta voce e laboratori di lettura. O di Corraini, il cui stand è sempre una gioia per gli occhi, dove ogni libro può diventare l’inizio di qualcosa da fare (è ormai un caso la serie di “diari” di Keri Smith da distruggere in tutti i modi).

Seguitissimi gli editori di fumetti e graphic novel: i firmacopie di Zerocalcare per Bao o di Gud per Tunué generano ingorghi e lunghe code.

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I veri protagonisti sono però le case editrici mini o micro, spesso progetti giovani che si riconoscono non solo dall’entusiasmo di chi presidia lo stand, ma anche dall’accuratezza della confezione editoriale. C’è chi punta sull’alleanza tra il testo e l’illustrazione, come Gorilla SapiensAdd, Ifix, e chi sull’ironia e sguardi diversi sul mondo, come Caravan, Barta, Miraggi (che usa i libri anche come lampade!).

In ogni caso, l’illustrazione è sempre più alla ribalta, non solo nella letteratura per l’infanzia (sempre gli stand più belli!) ma anche in quella per gli adulti. Colpisce al cuore la collana Battiti di Ediciclo, che riunisce intorno alla passione per le due ruote autori importanti e copertine da collezione, disegnate da Riccardo Guasco. Ci si spinge fino al libro fatto a mano, con le tirature limitate di Else, laboratorio di serigrafia che racconta storie che vengono da lontano…

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Una fiera bella, dunque? Sì, ma bisogna sapersela meritare! Indovinare il percorso giusto tra strade sconnesse e i palazzoni ministeriali dell’EUR. Ogni comfort per il visitatore è ridotto al grado zero. Toilette e guardaroba sono accuratamente nascosti nella “pancia” del Palazzo dei Congressi; il bar illuminato al neon offre a prezzi esorbitanti panini di plastica degni di un film dell’orrore… Se cultura=bellezza non ci resta che aspettare la Nuvola di Fuksas e sperare di vedere fiere al più presto fiere belle allestite in luoghi belli!

Foto da www.plpl.it

Una zia anni ’50

Eccentrica, ricca, intellettuale, anticonformista, rivoluzionaria, bizzarra, poliedrica, trasformista, comica… sono solo alcuni, ma non esaustivi, aggettivi che possono essere usati per descrivere Zia Mame, protagonista dell’omonimo romanzo di Patrick Dennis (pseudonimo di Edward Everett Tanner III), per la prima volta edito in America nel 1955 riscuotendo un enorme successo, e riscoperto poi ai giorni nostri.

Chi narra è Patrick, nipote di Zia Mame, che insieme a lei, dagli anni del proibizionismo a primi anni cinquanta, sperimenta, e talvolta subisce, situazioni e avventure a dir poco inusuali e spesso divertenti, nelle quali a cacciarlo è sempre la Signora Mame Dennis.

Un legame indissolubile lega però questa zia e questo nipote, che quando sono insieme, vivono in un universo nel quale solo loro riescono a comunicare.

Si potrebbe quasi osare definirlo un romanzo di formazione, anche se vi assicuro che in questo caso crescere è veramente un’avventura unica!

Un libro divertente, per sorridere sotto l’ombrellone!

Voto: ♥♥

Amor, ch’a nullo amato amar perdona

Chiara Gamberale, Adesso, 2016

Lidia e Pietro, due persone tradite dall’amore, in maniera diversa, segnati profondamente, ma che forse riescono a cogliere il loro momento. Sono i protagonisti di Adesso di Chiara Gamberale.

Il tema è l’amore, caro a scrittori e poeti di tutti i tempi, ma lo stile no. Lo stile della Gamberale è innovativo e travolgente, proprio come il sentimento che vuol narrare, un fiume in piena, con salti in avanti, indietro, con cambi di ritmo e ambientazioni. Come il percorso su una strada ignota, talvolta in salita, talvolta in discesa, sterrata e poi asfaltata, con curve e rettilinei, con buche e dossi.

In questo romanzo si dà voce ad ogni singolo pensiero, razionale o meno, strutturato o frammentario, che affiora nella mente e nel cuore, quando ci si innamora.

Molti sono gli elementi che credo rendano “moderno” questo romanzo. C’è un Io narrante impietoso e invadente, curricula sentimentali, aperitivi tra single, viaggi, mondo dello spettacolo, e, soprattutto, la frenesia. Frenesia nello scrivere, nel sentire, nel pensare che non è altro che la frenesia del vivere in “tempi moderni”.

E ciò che ci salva è la capacità, o la fortuna, di riconoscere l’adesso.

Voto: ♥♥♥

Stare bene al lavoro… anche grazie a una biblioteca!

A Impact Hub Firenze, accanto alla cucina e alle sale riunioni, trova posto una piccola biblioteca, molto amata da chi vive questo spazio di coworking

L’arte di crescere, in una libreria di New York

di Benedetta Manoelli

Deborah Meyler, Lo strano caso dell’apprendista libraia, 2014

Esme, questo è il nome della giovane apprendista libraia… Ma in realtà Esme con il suo lavoretto part-time a La Civetta, piccola libreria di libri usati, apprende non tanto l’arte di vendere, quanto l’arte di crescere, di amare la vita e la cultura, di superare le difficoltà e le diversità. E lo fa non solo attraverso la poesia e la musica suonata dal suo collega (poi forse innamorato?), ma anche attraverso gli strampalati, sfortunati, e appassionati personaggi che si affacciano in negozio. Sono collezionisti, senzatetto ed eccentrici abitanti del quartiere.

Esme, giovane dottoranda inglese, entra in punta di piedi e con un po’ di incertezza nella vita della libreria che si presenta come una sorta di microcosmo armonioso ed avvolgente, in lotta contro i mega store della metropoli.

Immancabile la storia d’amore con un affascinante professore di economia, della quale non vogliamo però svelare l’epilogo.

L’intreccio di vite, storie e gusti letterari si realizza nella caleidoscopica New York. Esme, un po’ per caso, si ritrova ad assaporare i mille colori di questa città, il suo fermento culturale, la sua ricchezza umana, fatta anche di povertà e solitudine, lasciandosi conquistare e  riuscendo alla fine a sentirsi a casa.

Una lettura gradevole, certo non impegnata, ma che contiene un suggerimento prezioso, quello di investire nelle relazioni umane, anche se questo presuppone un margine di rischio…

Voto: ♥♥♥

L’indagine di sé attraverso l’altro… per leggere a settembre come in vacanza!

Immersa nella meravigliosa lettura di Elena Ferrante, L’amica geniale e Storia del nuovo cognome, non posso fare a meno di consigliarla vivamente, perché è tale il livello emotivo, lo scavo nei sentimenti e l’analisi dei comportamenti che davvero rimpiango la sera di dover spegnere la luce per dormire!

copertina_928Questa narrazione memorabile parla della vita, semplicemente. Lo fa attraverso il rapporto fra Lenù e Lila, prima bambine nella Napoli degli anni 50, poi adolescenti dal destino opposto, ma sempre unite da un rapporto competitivo e profondissimo, non privo di meschinità e invidia. L’una e l’altra si confrontano come allo specchio, sia che si tratti di rapporti di amore e amicizia, che di studio o di lavoro. Un affetto e un’intesa emotiva e intellettuale che va oltre la semplice amicizia giovanile, un rapporto indispensabile ad ambedue per poter crescere, costruire la propria personalità, confrontarsi anche duramente per poter conoscere se stesse.

Semplicemente splendido e commovente soprattutto per chi, da adolescente, si è fatto mille domande, ha affrontato mille insicurezze e sofferenze… prima di sbocciare.

Voto: ♥♥♥♥♥ (e lode!)


Le altre letture della mia estate hanno in comune con la quadrilogia della Ferrante il tema dell’indagine di sé attraverso lo specchio dell’altro, e un livello emotivo così forte da rendere difficile interromperne la lettura.

Ne ho selezionate due, una di una giovane scrittrice francese esordiente, ma dalla penna scioltissima, e un’altra di un ottimo narratore italiano, Alessandro Perissinotto, classe 1964, capace di combinare un pezzo di storia recente italiana con aspetti interiori profondi e personali, un esempio di letteratura e psicanalisi.

 

cover225x225Delphine De Vigan, Gli effetti secondari dei sogni, Premio dei librai parigini del 2008

E’ un racconto lieve nella forma e sostanzioso per i sentimenti che animano le pagine. Le protagoniste sono due ragazze molto giovani, alle prese con la loro solitudine in due contesti diversi. Una, tredicenne, non si riconosce nei compagni di scuola e nel mondo dei ragazzi della sua età, l’altra ha deciso di vivere per la strada ed ha problemi con l’alcol. L’ incontro di queste due anime offre loro la speranza che la solitudine dolorosa della crescita, che è poi una solitudine esistenziale, possa trovare una soluzione, dei momenti di gioia, e la possibilità e la  forza di diventare adulte. Peccato che solo in un caso il risultato sia felice…

Delicato, lieve nella lingua, da consigliare ad adulti e a giovani donne in crescita.

Voto: ♥♥

 

Cover_Perissinotto_Le-colpe-dei-padri_Piemme-186x300Alessandro Perissinotto, Le colpe dei padri, 2011

Manager, imprenditore e uomo di successo, il protagonista un giorno si trova casualmente ad affrontare la presenza di un suo doppio che gli assomiglia così tanto da sembrare un sosia. Attraverso le due figure  specchio, l’autore, partendo dalla dimensione spazio-temporale della Torino degli anni Duemila ripercorre all’indietro un pezzo di storia italiana degli anni 60-70; e ci proietta nella città simbolo della rinascita industriale e della crescita economica, negli anni di piombo, nelle violenze delle Brigate Rosse.

Il manager e l’uomo arrivano a mettersi in discussione fino al punto di frantumare la propria immagine. Fare i conti con il passato sarà inevitabile, le colpe dei padri riemergono anche improvvise, da lontano.

Un romanzo impegnato, ma scorrevole, intrigante e affascinante. Un libro che piacerà a chi ama gli intrecci fra letteratura e psicanalisi e a chi ha memoria degli anni Settanta e della storia recente italiana.

Voto: ♥♥♥


cover160x240Marie Kondo, Il magico potere del riordino, 2015

Segnalo anche un libretto di saggistica, molto curioso, originalissimo. L’autrice è una consulente di “arte del riordino” che in Giappone gode di grande successo. L’aspetto più interessante di questo libro è la convinzione che gli oggetti abbiano una loro vita e che le scelte che noi facciamo sono dettate dalle emozioni. Quindi ogni oggetto ha un senso e uno scopo e come tale si anima! Tesi affascinante, confermata dal fatto che quando decidiamo di gettare le nostre cose, spesso ci sentiamo impediti, qualcosa ci blocca.

Ma vivere nel disordine materiale ci confonde e non ci rende felici. Dobbiamo aver il coraggio di buttare via quello che non ci serve e non ci emoziona più e la nostra vita si potrà magicamente illuminare e diventare leggera!

Fantastico!

Voto: ♥♥♥

The Black Book

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